Con i fiordi negli occhi.Omaggio all'Urlo di Munch
Dal 18 marzo al 12 aprile 2014 il Galata Museo del Mare, fiore all’occhiello della città di Genova, ospita la mostra dal titolo “Con i fiordi negli occhi. Omaggio all’Urlo di Munch”, a cura di Adelinda Allegretti.
L’esposizione riunisce 43 opere (pittura, scultura, fotografia, grafica) di artisti provenienti da Europa, Russia e Stati Uniti che hanno acconsentito di confrontarsi con l’Urlo di Munch e vuole fare da corollario a quella che il Palazzo Ducale dedica all’artista norvegese a 150 anni dalla sua nascita, richiamando l’attenzione anche sul paesaggio naturale, i fiordi, che sono parte integrante del capolavoro munchiano. Non a caso il primo titolo dato da Munch al suo capolavoro era “The Scream of Nature (L’urlo della Natura)”.
L’allestimento si snoda attraverso gli articolati e luminosi spazi delle Rampe, accompagnando il visitatore verso la terrazza panoramica “Mirador” e dandogli modo di sviluppare molteplici punti di vista non solo su “L’Urlo” in quanto tale, ma sulle infinite chiave di lettura cui esso si presta.
Dal 18 marzo al 12 aprile 2014 il Galata Museo del Mare, fiore all’occhiello della città di Genova, ospita la mostra dal titolo “Con i fiordi negli occhi. Omaggio all’Urlo di Munch”, a cura di Adelinda Allegretti.
L’esposizione riunisce 43 opere (pittura, scultura, fotografia, grafica) di artisti provenienti da Europa, Russia e Stati Uniti che hanno acconsentito di confrontarsi con l’Urlo di Munch e vuole fare da corollario a quella che il Palazzo Ducale dedica all’artista norvegese a 150 anni dalla sua nascita, richiamando l’attenzione anche sul paesaggio naturale, i fiordi, che sono parte integrante del capolavoro munchiano. Non a caso il primo titolo dato da Munch al suo capolavoro era “The Scream of Nature (L’urlo della Natura)”.
L’allestimento si snoda attraverso gli articolati e luminosi spazi delle Rampe, accompagnando il visitatore verso la terrazza panoramica “Mirador” e dandogli modo di sviluppare molteplici punti di vista non solo su “L’Urlo” in quanto tale, ma sulle infinite chiave di lettura cui esso si presta.